Il gioco è la cosa più seria e importante che possiamo fare con i bambini. Il gioco ti rende libero…libera te stesso, le tue paure, i tuoi sogni, le tue vergogne, le tue soddisfazioni. Questo è il messaggio che ci può far capire che in questa società così bistrattata, criticata siamo ancora capaci di trovare la voglia di vivere. Proprio così, se si sente parlare tanto di omicidi, suicidi, droga, alcool, d’altro canto bisogna urlare a gran voce che esistono esperienze in cui la creatività prende forma e, a sua volta, plasma vite, coscienze, personalità.

La realtà in cui viviamo sembra essere dipendente da qualcosa, da qualsiasi cosa, purché sia di moda… ogni cosa crea subordinazione, ma l’unica dipendenza che non chiede un’ imposta è l’amore. Il problema di fondo è che siamo carenti di una vitamina… proprio così siamo privi di VITAMINA C. “C” come Creatività, come Comunicare, come Cercare, come Crescere insieme. E dal 15 al 18 novembre, noi, animatori dell’Oratorio di Pitigliano, ne abbiamo fatto una bella indigestione! Giovedì 15 novembre ci siamo inoltrati in questa “terapia” firmata Creativ: siamo partiti per Sportilia un complesso di impianti sportivi nato in occasione dei mondiali del ’90, vicino Forlì, per un corso di formazione per Animatori a livello nazionale. Ogni cosa era organizzata in ogni singolo dettaglio, ogni momento importante e pensato ed è proprio questo che ha reso interessanti e veramente costruttivi questi quattro giorni passati insieme. Alla mattina, dopo un’immancabile colazione a base di pasta e cappuccino, seguivamo le conferenze proposte: esperti venivano a parlare, a raccontarsi, a stimolare i nostri cervelli, a svegliare i nostri sensi, a stuzzicare la nostra creatività. Poi ognuno partecipava al proprio corso… eravamo divisi in gruppetti nei vari workshop (laboratori o gruppi di studio specifici per alcuni temi). Abbiamo seguito workshop come “Parabole in gioco”, “Il corpo si muove a soggetto”, “Giocare per Sport”, “Rianimare, ricreare, riraccontare” o “Divergo ergo sum”… ognuno fonte di tanti spunti e idee da poter rielaborare ed utilizzare una volta tornati a casa. Ma questi giorni sono stati anche canto, ballo, divertimento: ogni qualvolta c’era un momento libero, ci mettevamo a danzare, a fare bans, a muoverci. La prima sera tutti insieme al “Grande gioco notturno”, per poi partecipare ad uno spettacolo teatrale basato sull’affettività e poi un concerto, e poi una serata di ballo, e poi…e poi…e poi abbiamo pregato! Proprio così, ci sono stati vari momenti di preghiera, ma quello di venerdì sera è stato emozionante, sentito, partecipato da ognuno di noi. Abbiamo pregato il Creativo per eccellenza, Colui che ci ha permesso di vivere, che ha creato la vita… per ringraziarlo, per chiederGli di indicarci la strada, per raccomandarGli i “nostri” ragazzini.

E guardando, dopo qualche giorno, questi momenti vissuti, tutte le parole ascoltate, non c’è altro da dire se non “VIA ad una Catechesi Esperenziale!”

 

Lucia Gentili